GALILEO GALILEI

Altese Carlo, Antonucci Andrea, Saltarelli Matteo, Gorla Yuri

NASCITA E PRIMI ANNI DI GALILEO

Galileo nacque il 15 febbraio 1564 a Pisa. È stato: un fisico, astronomo, filosofo, matematico italiano, considerato il padre della scienza moderna. Lui fu primogenito dei sette figli di Vincenzo Galilei e di Giulia Ammanatti.
Trascorse la sua infanzia tra Pisa e Firenze (dal 1574). Il 5 settembre 1580 (1581 secondo il calendario pisano) fu immatricolato fra gli "scolari artisti" all'ateneo pisano. Abbandonata nel 1585 l'università, senza conseguire alcun titolo, Galileo, sotto la guida di Ostilio Ricci, membro dell'Accademia fiorentina del Disegno, intraprese la lettura di Euclide e Archimede. Ben presto progredì a tal punto negli studî da essere in grado a sua volta di tenere lezioni private ad alcuni allievi a Firenze e a Siena

PERIODO PADOVANO

Nel 1592 a Galileo fu assegnata la cattedra di matematica all'università di Pisa. Le sue lezioni riguardavano argomenti quali gli Elementi di Euclide, il Trattato della Sfera di Sacrobosco, l'Almagesto di Tolomeo e le Questioni meccaniche pseudo-aristoteliche. Galileo fu costretto a dare, per ristrettezze economiche, lezioni private di ingegneria e architettura militare a giovani nobiluomini, per i quali scrisse una Breve istruzione all'architettura militare e un Trattato di fortificazione. Con le stesse motivazioni scrisse anche il trattato Le mecaniche (1593, 1594, 1699), dedicato all'esposizione delle macchine semplici. Accanto a questa attività didattica Galileo tenne una piccola officina tecnica, mandata avanti dal meccanico Marcantonio Mazzoleni, dove venivano prodotti e venduti compassi geometrici e militari, bussole, squadre e altri strumenti meccanici, più tardi cannocchiali.
Nell'agosto dello stesso anno Galileo ricevette una copia dell'opera di Keplero Mysterium cosmographicum, nella quale la teoria eliocentrica era difesa con motivazioni matematiche e simboliche. Dopo averne letto la prefazione Galileo scrisse a Keplero per dichiarare la propria adesione all'idea che la Terra si muove, ma anche per esprimere il suo timore di rendere pubbliche le sue posizioni. Intorno al 1602, Galileo iniziò a progettare esperimenti con i corpi in caduta libera in concomitanza con i suoi studi sul moto del pendolo e il problema della brachistocrona, vale a dire della curva, compresa tra due punti, lungo la quale un grave lasciato cadere con velocità iniziale zero, si muove nel minor tempo possibile.

CARRIERA DI GALILEO

Scoperte di Galileo: scoprì i quattro satelliti di Giove, scoprì le macchie in movimento nel sole, scoprì che nella luna c'erano montagne.

Invenzioni di Galileo: la bilancia idrostatica, compasso, telescopio, microscopio.

IL CANNOCCHIALE

Intorno al luglio del 1609 Galileo ebbe notizia dell'invenzione di un dispositivo per far apparire più vicini oggetti distanti, ma egli non riuscì mai a padroneggiare completamente la teoria ottica in base alla quale il cannocchiale funzionava.Adattandolo alle sue esigenze, nel 1610, iniziò a studiare il cielo.  Le sue osservazioni dovevano rivoluzionare l'astronomia: la Luna apparve come coperta di montagne, la Via Lattea va in un ammasso di piccole stelle, nuove stelle comparvero come emerse dal nulla, e, cosa ancora più straordinaria, furono scoperti quattro satelliti che orbitavano intorno a Giove.  Nello stesso periodo osservò che Saturno aveva una forma allungata e ritenne che il fenomeno fosse dovuto a due satelliti: Titano e Rea.

LA DISPUTA DELLA CHIESA

Galileo presentò la sua ipotesi a Roma all'inizio del 1616. Nello stesso anno la Congregazione dell'Indice a sua volta proibì il libro di Copernico. Il cardinale Bellarmino consegnò a Galileo un documento in cui si affermava che non gli era mai stata richiesta alcuna abiura o ritrattazione, ma che era stato semplicemente informato della decisione della Congregazione dell'Indice. Un memorandum non firmato, trovato negli atti, andava oltre affermando che a Galileo si doveva intimare non solo di rinunciare all'idea che la Terra si muove ma anche di non farne oggetto di discussione. L'autenticità di questo documento è stata messa in dubbio, ma fatto sta che esso emerse in occasione del processo del 1633 e fu usato contro Galileo.

LE COMETE SECONDO GALILEO

G., tornato a Firenze, si dedicò al problema della determinazione della longitudine in mare. Nell'autunno del 1618, l'apparizione, in rapida successione, di tre comete colpì sensibilmente l'opinione pubblica. G. pensava che le comete fossero un fenomeno puramente ottico causato dalla rifrazione della luce nell'atmosfera e scrisse un Discorso sulle comete nel quale criticava le idee di O. Grassi, professore di matematica al Collegio Romano. Secondo Grassi le comete erano corpi celesti che viaggiavano al di là della sfera della Luna. La replica di Grassi, Libra astronomica ac philosophica (1619), spinse G. a scrivere il Saggiatore (1623), in cui sviluppò la concezione corpuscolare della materia. Il nuovo papa Urbano VIII, cui l'opera fu dedicata, accolse G. a Roma nel giugno del 1624 per ben sei volte. G. rientrò a Firenze con la sensazione di poter ormai liberamente esprimere le sue idee intorno al moto della Terra. Nel gennaio 1630 completò il Dialogo sopra i due massimi sistemi, lungamente atteso. L'opera è suddivisa in quattro giornate.

GLI ULTIMI ANNI DI VITA DI GALILEO

Galileo cercò conforto impegnandosi a fondo nel lavoro. In due anni completò i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica ed ai movimenti locali, un libro al quale si deve la sua imperitura gloria di scienziato. La prima delle "due nuove scienze" consisteva in una trattazione matematica originale della struttura della materia e della resistenza dei materiali. Galileo dimostrò che esiste un limite alle dimensioni di qualsiasi corpo dello stesso materiale che mantenga le stesse proporzioni. La seconda scienza riguardava il moto naturale che veniva discusso, per la prima volta, alla luce della legge dei quadrati dei tempi dei corpi in caduta libera e della composizione simultanea e indipendente dei moti. Prese insieme, queste leggi permisero a Galileo di scoprire l'andamento parabolico della traiettoria dei proiettili e di fornirne una descrizione accurata. Quando cominciò a cercare un editore si trovò di fronte a un nuovo problema: la Chiesa aveva emesso un veto generale contro la pubblicazione o ristampa di ogni sua opera. Il manoscritto di Galileo venne inviato a L. Elzevir in Olanda dove fu pubblicato nel 1638. Negli ultimi anni Galileo si occupò della determinazione delle longitudini, della costruzione di orologi a pendolo, di problemi meccanici, e della luce lunare. Morì ad Arcetri l'8 gennaio 1642. Il progetto di una solenne sepoltura in Santa Croce fu vietato da Roma e si realizzò solo nel 1737.

BIBLIOGRAFIA

 

  • "Galileo e la prima guerra stellare" - Luca Novelli
  • "Galileo e la scienza del suo tempo"  - Touring Junior
  • "Galileo Galilei esploratore del cielo" - Annalisa Strada
  • "Messaggero delle stelle" - Peter Sìs